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Mese dell'Ambiente - Plastic Free day

Il mese dell'Ambiente

Toyota, da diversi anni, allineandosi ai grandi progetti internazionali per la salvaguardia e il rispetto dell’ambiente, persegue lo Sviluppo Sostenibile. Tra gli obiettivi che si è prefissata, il Minimizzare l’impatto ambientale è quello che maggiormente coinvolge sia tutti noi, nel lavoro e nella vita quotidiana, sia i nostri Clienti, per i quali Toyota sta sviluppando prodotti e soluzioni ecocompatibili. Il mese di Giugno è considerato a livello mondiale il Mese dell’Ambiente e moltissime sono le iniziative promosse al fine di sensibilizzare ulteriormente l’attenzione alla salvaguardia del nostro Pianeta. Toyota Material Handling Italia, ha deciso di aderire a questo progetto, dando corso ad alcune iniziative, con l’obiettivo di promuovere comportamenti consapevoli e sostenibili.

Plastic free day

Il 5 giugno di ogni anno ricorre la Giornata Mondiale dell’Ambiente, proclamata nel 1972 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che, nel 2018, è dedicata alla “Lotta alla plastica monouso”, il paese ospitante dell’iniziativa sarà l’India. Il tema scelto dall’ONU è forse uno dei più urgenti e preoccupanti degli ultimi anni e riguarda l’inquinamento dei mari e degli oceani, messi sempre più a dura prova dalla plastica. Come ha messo in evidenza l’Unep (United Nations Environment Programme), ogni anno vengono riversati negli oceani ben 8 milioni di rifiuti plastici e questi non fanno che inquinare e distruggere tutti gli habitat sottomarini. L’acqua è una fonte di vita e deve essere trattata in quanto tale. Per battere l'inquinamento plastico, dobbiamo ripensare completamente il nostro approccio alla progettazione, produzione e utilizzo di prodotti in plastica. In questa Giornata Mondiale dell'Ambiente, il nostro obiettivo è quello di ispirare il tipo di soluzioni che portano a un cambiamento del comportamento sostenibile a monte. Ecco in che modo possiamo dare il nostro contributo:

- Utilizzare sempre più spesso sacchetti biodegradabili oppure di cotone, riutilizzabili
- Diminuire il consumo di oggetti di plastica monouso (piatti, bicchieri, posate, flaconi, ecc...), sostituendoli ad esempio, con la borraccia per l’acqua, posate e stoviglie riutilizzabili, contenitori da ricaricare, ecc..
- Diffondere l’abitudine alla raccolta differenziata.

Video ufficiale

Acqua - L'oro blu da salvaguardare

Toyota Material Handling Italia, per il coinvolgimento alla salvaguardia delle risorse del nostro pianeta, ha piacere di condividere alcune considerazioni sul tema dell’Acqua, considerata ormai l’oro blu.

Importanza dell'acqua
Il Pianeta Terra è ricoperto per circa il 70% da acqua, così come il corpo umano e quello di molti altri esseri viventi è composto in gran parte da acqua. Con l’industrializzazione e l’aumento della popolazione mondiale, nonché con i fenomeni di desertificazione, garantire acqua potabile a tutta la popolazione sta diventando sempre più difficile, così come mantenerla pulita. E’ pertanto necessario il contributo di tutti noi per contenere i consumi e ridurre al massimo l’inquinamento dell’acqua, creando prodotti e tecnologie innovative e modificando i nostri comportamenti.

Contenimento dei consumi
Da qualche decennio l’attenzione delle Nazioni e della comunità scientifica all’utilizzo consapevole dell’acqua è stata innalzata. A livello mondiale, l’utilizzo dell’acqua prevale in agricoltura, ma non bisogna trascurare l’acqua utilizzata a livello industriale e domestico. Basti pensare che, nei paesi sviluppati, il consumo medio pro-capite di acqua è di circa 200 litri al giorno.

Per contenere, anche nel nostro piccolo, i consumi suggeriamo di:
- Installare i rompigetto in tutti i rubinetti dell’acqua.
- Installare sistemi a doppio scarico per il wc.
- Verificare periodicamente che non vi siano perdite nell’impianto (con anche il fine di non far lievitare i costi).
- Chiudere l’acqua ogni qualvolta non serva effettivamente (ad es. quando ci si lava i denti o si fa la barba o ci si insapona sotto la doccia.
- Prediligere la doccia al bagno in vasca (il rapporto di utilizzo di acqua è 1:3).
- Accendere lavatrici e lavastoviglie solo se a pieno carico (col programma ECO, se presente).
- Raccogliere l’acqua piovana, o quella con cui si sono lavate frutta e verdura ed utilizzarla per annaffiare le piante (meglio se dopo il tramonto del sole, per evitare l’evaporazione veloce).
- Limitare il consumo di alimenti la cui produzione è ad alto consumo di acqua (tra cui ad esempio, la carne bovina).

Toyota Material Handling Europe (con il contributo degli stabilimenti produttivi e delle società di vendita nazionali come TMHIT), conscia del fatto che il consumo di acqua è strettamente correlato al consumo di energia, e che, soprattutto gli stabilimenti produttivi sono i maggiori consumatori di acqua, si è posta l’obiettivo, nei prossimi 3 anni, di ridurre l’utilizzo dell’acqua del 10%, prevedendo al contempo una diminuzione del consumo di energia dell’1%.

Toyota Material Handling Italia, nel corso del 2018 installerà un impianto di depurazione e riciclo delle acque di lavaggio carrelli nella Sede Centrale, in cui vi è il maggior consumo di acqua. Si stima che tale implementazione porterà ad una diminuzione del consumo di tale acqua superiore all’80%.

Inquinamento
Altro aspetto da non sottovalutare nella salvaguardia dell’Acqua, è evitare di inquinarla. Per tale motivo sono sempre di più e sempre più efficienti i depuratori, che hanno permesso, ad esempio, di contenere lo sversamento nei fiumi e quindi nei mari, di composti azotati (nitriti e nitrati) derivanti dall’agricoltura e dagli scarichi industriali e quindi di ridurre il processo di eutrofizzazione, come in alto Adriatico. Anche sul fronte marittimo si sta cercando di inasprire le leggi che vietano la pulizia delle cisterne in mare e che impongono criteri costruttivi ecologici, come ad es. l’introduzione del doppio scafo nelle petroliere: non è facile stabilire la quantità di idrocarburi che si perde ogni anno in mare, tuttavia le stime di tali perdite sembra che si aggirino su una media di 4 milioni di tonnellate l'anno per tutto il pianeta.

Per evitare la contaminazione e inquinamento dell’acqua:
- Limitare al massimo l’utilizzo di detergenti per la pulizia e l’igiene personale, prediligendo quelli biodegradabili.
- Contenere, in generale, l’utilizzo di prodotti nocivi per l’ambiente.
- Non gettare nel wc sostanze o materiali tossici e non biodegradabili (ad es. l’olio utilizzato dopo una frittura, riporlo negli appositi contenitori messi a disposizione dal proprio Comune).
- Evitare di sversare nel suolo o negli scarichi fognari sostanze inquinanti o tossiche.
- Eseguire una corretta raccolta differenziata, soprattutto dei materiali e sostanze tossiche e nocive per l’ambiente.

Toyota Material Handling Europe, oltre ovviamente a richiedere a tutte le società del gruppo di rispettare le normative ambientali vigenti, ha imposto a tutti gli stabilimenti produttivi, a maggior impatto ambientale, la Certificazione del Sistema di Gestione Ambientale (UNI EN ISO 14001:2015), in quanto volta a tenere sotto controllo gli impatti e alla ricerca del miglioramento continuo delle prestazioni ambientali.

Toyota Material Handling Italia, grazie all’installazione dell’impianto di depurazione e riciclo delle acque di lavaggio carrelli nella Sede Centrale, eviterà di far viaggiare per le strade le soluzioni acquose di lavaggio pericolose fino all’impianto di depurazione e quindi diminuirà il rischio di contaminazione ambientale, oltre ad abbassare anche il quantitativo di CO2 emesso per tale servizio di trasporto.

La Carta - Creazione, utilizzo, riciclo e tutela delle foreste

La carta è un bene utilizzato in diversi ambiti della vita quotidiana e lavorativa, tra i quali:
- La scrittura: applicazione principale della carta. Il foglio di carta diventa giornali, riviste, libri, quaderni, documenti per memorizzare informazioni o per comunicare. La carta può così assumere un valore per ciò che contiene, come ad es: banconote, assegni, biglietti, ricevute, titoli, ecc.
- L'imballaggio: sacchi e sacchetti per alimenti o altri prodotti, per la spedizione e il trasporto di buona parte della componentistica industriale, buste, fogli per avvolgere, incarti per caramelle, bustine per prodotti farmaceutici, carte da regalo,  ecc.
- La pulizia e l'igiene: carta igienica, fazzoletti, tovaglioli, carta da cucina, ecc.
- La costruzione di oggetti: aeroplanino di carta, ventaglio di carta, origami ecc.
- Altre applicazioni: carte da parati, etichette, carte gommate, carte bituminate, carte abrasive.

Sin dagli albori la carta veniva ricavata manualmente da fibre vegetali di ogni tipo (in alcuni casi animali, poi cadute in disuso). Con l’industrializzazione del processo di produzione è aumentata la richiesta di questo materiale e sono state sviluppate macchine per la produzione in continuo della carta. Inizialmente si trattava di fabbriche che svolgevano il processo completo dal taglio degli alberi fino alla carta (in bobina). Oggi, la maggior parte delle industrie utilizza come materia prima polpa di cellulosa (solitamente legno tenero come abete o pioppo, ma a seconda degli usi si possono utilizzare anche altre fibre come cotone, lino e canapa) ed eventualmente carta da riciclo.

Circa il 35% degli alberi abbattuti - deforestazione - a livello mondiale è destinato all’estrazione di cellulosa per la produzione della carta; è evidente, quindi che la produzione di carta, impatta sull’ambiente.        

Video Produzione ed utilizzo della carta

Riciclo
Riciclare la carta è di fondamentale importanza, in quanto la carta riciclata è utile per la produzione di nuova carta, evitando così di abbattere altri alberi. Si pensi che riciclare una tonnellata di carta stampa o per fotocopiatrici, consente di risparmiare poco più di 2 tonnellate di legno e riduce drasticamente la quantità di energia e materie impiegate in termini di elettricità e risorse idriche. L’Agenzia statunitense EPA (United States Environmental Protection Agency) ha stimato che, se riuscissimo a riciclare la metà della carta immessa globalmente sul mercato, andremmo a risparmiare la raccolta di 20 milioni di acri di foreste, corrispondenti ad una superficie di 81.000 km2 di foresta. Inoltre, ha stimato che il riciclo della carta riduce del 35% l’inquinamento idrico e del 74% l’inquinamento atmosferico. In Europa, il principale utilizzatore di carta riciclata è la Germania, che arriva a diffondere fino al 35,2% di carta riciclata. In Italia tale percentuale si attesta intorno al 10% ed è per questo che dobbiamo cercare, sia di differenziare la raccolta di tale rifiuto, sia di iniziare ad utilizzare carta riciclata.

Deforestazione
La maggiore criticità generata dal consumo di carta è la deforestazione, che porta, tra le tante conseguenze, un aumento del livello di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera terrestre a livello mondiale. Questo è causato dal fatto che boschi e foreste sono uno dei principali “assorbitori” della CO2, tanto che la Foresta Amazzonica è stata rinominata “Il Polmone della Terra”. Un incremento delle quantità di CO2 nell’atmosfera porta inevitabilmente all’aumento del valore medio della temperatura in maniera sempre più rapida, contribuendo in modo significativo al cosiddetto “effetto serra”, con tutte le conseguenze negative che ne derivano per l’ambiente in cui viviamo.

Toyota Material Handling Italia, oltre a coinvolgere il personale ad un uso consapevole della carta, ha deciso di utilizzare per le stampe solo carta riciclata.

Video Riciclo della carta

Energia Elettrica – Il bene invisibile

L’energia elettrica è il bene “invisibile” che utilizziamo nella nostra quotidianità in moltissimi modi. Il fenomeno elettrico fu osservato già nell’antichità senza tuttavia comprenderne le enormi potenzialità. Fu all’inizio del 1800 che questa forma di energia venne ripresa, approfondita e ampiamente studiata e vennero realizzate le prime applicazioni. Parallelamente venivano studiati i fenomeni legati al magnetismo e alle correlazioni presenti tra queste due forme di energia. La diffusione delle conoscenze su fenomeni elettrici e magnetici ha portato, alla fine del XIX secolo, ad una rivoluzione nel campo industriale e non solo, con l’invenzione di molte delle apparecchiature che utilizziamo ancora oggi: dalla lampadina a incandescenza di T. Edison (1877) alla realizzazione delle prime centrali elettriche di piccole dimensioni.

Nel XX secolo, anche noto come il secolo dell’elettricità, si assiste alla sostituzione progressiva di moltissime attrezzature con altre basate sull’utilizzo dell’energia elettrica (dalla semplice illuminazione casalinga ai mezzi di trasporto), fino ad arrivare ai giorni nostri con l’enorme sviluppo dell’elettronica. Diversamente da quanto si potrebbe pensare, questo vettore energetico è presente in natura, ma in forme non utilizzabili efficacemente. Si è quindi reso necessario produrla utilizzando altre fonti esistenti, quali, tra le più classiche: carbone, petrolio, gas naturale (fonti fossili), affiancate da altre fonti “ibride”, quali il nucleare e fonti “green” come energia solare, eolica, geotermica, maree, etc… Ciò che accomuna tutte queste fonti è che, per ottenere energia elettrica, è necessario sfruttare un processo di conversione dell’energia presente nella fonte primaria.

Video funzionamento centrale idroelettrica

Risparmio della fonte
La richiesta di energia elettrica, a livello mondiale, è in costante aumento; ne deriva che deve aumentare la fonte primaria da cui l’elettricità viene ricavata. Considerando l’Italia, la richiesta di energia elettrica, per l’anno 2016 (fonte Terna), è stata di 314,3 TWh. Per dare un ordine di grandezza: una lampadina a incandescenza da 75 W, accesa tutto l’anno, consuma 657 kWh. Tale domanda di energia è stata soddisfatta per il 59,9% dalla produzione tramite combustibili fossili, la restante è stata coperta dall’utilizzo di fonti rinnovabili e dall’importazione dall’estero (che comprende anche l’energia dal nucleare o altre fonti fossili utilizzate in altri stati).

Forme di Inquinamento
Le tipologie di inquinamento legate all’energia elettrica sono principalmente dovute alle modalità in cui questa viene prodotta:
- Inquinamento atmosferico: una parte delle emissioni che rendono l’aria irrespirabile deriva proprio dal funzionamento delle centrali a combustibile fossile, in quanto la combustione di queste fonti genera sostanze nocive (principalmente anidride carbonica – CO2) emesse nell’aria, che si aggiungono a quelle emesse dai mezzi di trasporto (comprese le polveri sottili PM10 e PM2.5), e alle grandi aziende energivore. Il combustibile più inquinante è sicuramente il carbone, seguito dal petrolio, nelle sue varie forme, e infine il gas naturale.
- Inquinamento termico: i sistemi di raffreddamento delle grandi centrali elettriche sfruttano in parte acqua, che poi viene spesso reimmessa in mare, laghi e fiumi, portando a una serie di conseguenze sulla biodiversità degli ambienti acquiferi. Tale tipo di inquinamento, in parte, impatta anche sul fenomeno del riscaldamento globale.
- Inquinamento luminoso: le nostre città sono sempre più luminose per via di impianti di illuminazione pubblica non efficienti e non a led, ancora troppo poco diffusi.

Per cercare di ridurre questi problemi bisogna spingersi verso l’utilizzo di fonti rinnovabili, tra le quali ad es. pannelli fotovoltaici e termici, turbine eoliche, impianti idroelettrici, etc.. che permetterebbe di ridurre la produzione da parte delle grandi centrali termoelettriche e di conseguenza di abbattere gran parte delle emissioni.

TMHIT (Toyota Material Handling Italia), al fine di ridurre i consumi di energia elettrica e l’inquinamento derivante, ha adottato un sistema di illuminazione a LED, carica batterie ad alta frequenza, stipulato contratti “green” di approvvigionamento elettrico, e implementato un sistema di monitoraggio e analisi dati dei consumi energetici significativi.

TMHE (Toyota Material Handling Europe), da anni è impegnata ad integrare l'efficienza energetica nella propria strategia aziendale, implementando azioni migliorative sia al proprio interno sia per i propri Clienti. In particolare, ad oggi, l’energia elettrica consumata in tutto il gruppo proviene, per il 72% da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di coprire il 100% entro il 2021. Fronte Cliente sono stati sviluppati prodotti ad alta efficienza energetica: carelli elevatori con nuovi motori a combustione interna, fino al 49% più efficienti rispetto ai precedenti; carrelli elettrici con batterie agli ioni di litio (ad oggi la gamma è coperta all’85% e l'obiettivo è di arrivare a copertura totale entro il 2019); carica batteria ad alta frequenza, che migliorano l’efficienza energetica della ricarica fino al 15%. Sono inoltre state sviluppate soluzioni per ottimizzare l’efficienza operativa dei carrelli, prolungandone la durata e informando quando è necessario sostituire la batteria (I_Site). Si è puntato, inoltre,  sull’automazione (Autopilot) e sulla connettività, accompagnata dallo sviluppo di specifici software (T-Stream) nell'uso di carrelli elevatori.

Comportamenti da implementare, sia nella vita privata, che lavorativa sono i seguenti:
- Sfruttare la luce naturale, ogni qualvolta è possibile.
- Spegnere la luce e i dispositivi elettronici quando non in utilizzo.
- Spegnere il condizionatore, quando non necessario e limitarne i consumi.
- Prediligere l’acquisto di dispositivi in classe energetica A+ o superiore. 
- Nel caso di lavatrici e lavastoviglie utilizzarle solo a pieno carico e a basse temperature.
- Prediligere contratti “green”, ovvero la cui energia elettrica è prodotta da fonti rinnovabili e senza immissione di CO2 in atmosfera.

Video comportamenti sostenibili uso energia elettrica

Aria - Il Riscaldamento Globale

Il Riscaldamento Globale è un fenomeno climatologico che ha investito il nostro Pianeta nel corso del Novecento ed è tutt’ora in corso, determinando lo scioglimento dei ghiacciai, l’estensione dei deserti subtropicali, le piogge acide e l’aumento dei livelli del mare. Le cause dell’innalzamento delle temperature risiedono nell’aumento dei gas serra nell’atmosfera (i principali: anidride carbonica CO2, metano e vapore acqueo), dovuto alle emissioni nocive connesse alla crescente attività industriale. L’anidride carbonica è generalmente indicata come la maggiore responsabile del surriscaldamento e costituisce l’effetto collaterale per eccellenza dello sfruttamento di combustibili fossili e della deforestazione. A partire dagli anni ’90, con il Protocollo di Kyōto (1997), trattato internazionale sul surriscaldamento globale, si è definito di ridurre l’immissione di CO2 in atmosfera, fino a arrivare alla Conferenza di Parigi (2015), cui hanno aderito 195 Paesi, che si sono impegnati ad adottare il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sul clima mondiale: mantenere il riscaldamento globale "ben al di sotto di 2 °C" rispetto ai livelli pre-industriali, entro il 2050. Risulta quindi impellente, a livello mondiale, la necessità di ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera. Mentre a livello industriale si tenta di sviluppare nuove tecnologie per limitare l’immissione di gas serra in atmosfera, i sistemi di riscaldamento/raffrescamento civili non hanno sistemi di controllo e parziale abbattimento dell’anidride carbonica e delle altre sostanze, per cui risultano particolarmente inquinanti, soprattutto se molto datati e non adeguatamente utilizzati. Diventa quindi di primaria importanza sensibilizzare la popolazione e dirigersi verso l’utilizzo consapevole ed efficiente dei sistemi di climatizzazione invernale ed estiva, cercando di orientarsi verso sistemi ad alta efficienza e, quando possibile, sistemi a fonte rinnovabile, in modo da ridurre e, nei casi più virtuosi, abbattere, l’emissione di CO2.

Alcuni suggerimenti da implementare quotidianamente per limitare l’immissione di CO2 nell’aria:
- In inverno: non superare i 20 ± 2°C negli ambienti riscaldati.
- In estate: mantenere una temperatura interna dei locali climatizzati intorno ai 26°C.
- Vestirsi in maniera adeguata rispetto alle temperature esterne.
- Accendere l’impianto di riscaldamento/condizionamento solo quando necessario.
- Ad impianti accesi tenere chiuse porte e finestre che si affacciano su zone non riscaldate/climatizzate.
- Se il locale è molto umido sfruttare solo l’opzione di deumidificazione, se possibile.

Altri suggerimenti utili per aumentare l’efficienza energetica degli edifici, quando possibile, sono:
- Coibentare le pareti verticali, il tetto e le pavimentazioni che si affacciano su locali non riscaldati.
- Installare infissi performanti dal punto di vista dell’isolamento, a doppio o triplo vetro.
- Installare caldaie a condensazione.
- Integrare il sistema di riscaldamento con impianto pompa di calore e pannelli fotovoltaici oppure con pannelli solari termici per il riscaldamento dell’acqua.

Video Indicatori del Clima

Cosa sta facendo Toyota
TICO (Toyota Industries Coporation) ha accolto sin da subito la sfida lanciata durante l’accordo di Parigi, di cui sopra, inserendo nella propria strategia di sviluppo l’obiettivo di raggiungere nelle proprie società ZERO EMISSIONI entro il 2050.

TMHE (Toyota Material Handling Europe), sta implementando nuove soluzioni per ridurre il più possibile l’emissione di CO2, con un primo obiettivo, entro il 2020, di ridurre del 30% le emissioni di CO2 rispetto al fatturato. Negli stabilimenti produttivi e nelle società di vendita come TMHIT sono stati definiti degli Energy Team, con la funzione di trovare soluzioni efficaci per ridurre il consumo di energia e quindi l’emissione di CO2 nei singoli stabilimenti e per creare prodotti e servizi ad alta efficienza energetica. Trimestralmente, sulla base dei dati inviati dalle varie sedi vengono monitorati consumi ed emissioni. Alcuni esempi virtuosi:
- Lo stabilimento produttivo svedese ha sviluppato un nuovo progetto, in cui verrà sfruttato biogas liquefatto per lo svolgimento di alcune attività nella linea di produzione che richiedono calore.
- Lo stabilimento produttivo italiano, sta sviluppando carrelli con nuovi sistemi di alimentazione elettrica, basata sul ciclo a idrogeno all’interno di celle a combustibile utilizzate al posto delle batterie tradizionali.

TMHIT (Toyota Material Handling Italia), al fine di abbattere l’emissione di CO2 e l’inquinamento:
- Ha stipulato contratti “green” di approvvigionamento elettrico, garantito da fonti rinnovabili – soluzione che permette anche la riduzione delle emissioni di CO2, avvicinandoci all’obiettivo di ZERO EMISSIONI DI CO2 nel 2050.
- Sta efficientando il metodo di funzionamento delle caldaie a metano e degli impianti di condizionamento presenti nelle varie sedi.
- Sta provvedendo ad installare sistemi GPS sui furgoni di service, al fine di ottimizzare gli spostamenti, diminuendo in tal modo le emissioni di CO2 e particolato.

Video Strategia Europea per riduzione CO2

Suolo - Proteggiamo la Terra attraverso la raccolta differenziata

Importanza della raccolta differenziata
Il problema della gestione dei rifiuti è un fenomeno che ha portato, ai giorni nostri a situazioni di degrado, spesso pericolose, in diversi luoghi più o meno estesi della Terra. Si considerino, ad esempio, le isole di plastiche presenti nel Pacifico. Inoltre, un accumulo incontrollato di rifiuti sul terreno nel tempo provoca sia infiltrazioni di materiale di decomposizione, che possono contaminare falde acquifere, sia la produzione di sostanze tossiche per gli organismi viventi. Da notare alcuni esempi di tempi di decomposizione stimati: vetro più di 1000 anni, plastica fino a 1000 anni, mozzicone di sigaretta fino a 12 anni.

Forme di risparmio: riciclo e recupero
Diventa di primaria importanza pertanto la Raccolta Differenziata: L’Italia è un’eccellenza in fatto di riciclo, raggiungendo il 79% di riutilizzo dei rifiuti e con il 98% dei comuni italiani (circa 7800 su 8000) che hanno attivato il servizio di raccolta differenziata. Al Nord si hanno le più alte performance, che calano notevolmente al Centro e al Sud. Questo primato è però da contestualizzare a livello europeo, dove il sistema di gestione rifiuti è molto diverso.

Una volta che il rifiuto è stato raccolto in modo differenziato il suo destino varia a seconda della sua natura:
- Plastica e carta, così come vetro e lattine, sono portati in centri di recupero in cui si smista la parte recuperabile.
- L’organico viene smaltito in impianti di compostaggio per la produzione controllata di biogas ed energia elettrica.
- L’indifferenziato viene portato in discarica o nei termovalorizzatori, dove tramite processi differenti si arriva a produrre energia elettrica, controllando e abbattendo le possibili emissioni inquinanti. 

Si consideri comunque che molti materiali e contenitori possono essere riutilizzati in altro modo prima di diventare rifiuti.

Alcuni suggerimenti per la corretta differenziazione dei rifiuti:
- Separare il più possibile i materiali di diversa natura (ad es: alluminio e metalli dall’indifferenziata; batterie e materiali elettronici RAEE hanno una raccolta separata).
- Gettare carta e plastica pulite negli appositi contenitori.
- Gettare nell’organico tutti e soli i rifiuti alimentari e “umidi”.
- Schiacciare i materiali per occupare meno spazio.
- Quando non si ha la possibilità di gettare il rifiuto (cartacce, bottigliette, lattine, gomme da masticare, filtri di sigaretta) in un contenitore apposito, tenerlo finché non lo troverete, soprattutto quando si è in mezzo alla natura.
- Quando possibile riutilizzare i contenitori in plastica, cartone, vetro, alluminio, ecc.
- Fare scelte oculate ed ecocompatibili negli acquisti.

Cosa sta facendo Toyota
TICO (Toyota Industries Corporation) si è posta, tra gli obiettivi principali, la riduzione di produzione dei propri rifiuti del 30% tramite recupero e riciclo entro il 2020.

TMHE (Toyota Material Handling Europe) monitora costantemente la produzione di rifiuti nelle sedi produttive e nelle società commerciali e incentiva l’implementazione del sistema di gestione ambientale (standard ISO 14000), già acquisita dalle produttive e da diverse società del gruppo. Inoltre, nei corsi di formazione STEP per i tecnici e nel percorso di qualifica ASEC per le Officine di Assistenza tratta i temi della gestione dei prodotti pericolosi, rifiuti e riciclo.

TMHIT (Toyota Material Handling Italia) attualmente manda a recupero buona parte dei rifiuti prodotti e sta cercando di implementare un sistema di raccolta differenziata interna più efficiente.

Articolo Agenda 2030 (ONU)

Guida ecologica – Minimizziamo l’impatto ambientale

La promozione di comportamenti per la guida ecologica permette di minimizzare l’impatto ambientale, in termini di emissioni di anidride carbonica e particolato, utilizzo dei carburanti, usura dei mezzi, con conseguente riduzione dei costi; oltre ad avere effetto sulla prevenzione del rischio stradale.
Di seguito i consigli per le guida ecologica, che può portare ad una riduzione fino al 30% delle emissioni di C02:
- Evitare rapide accelerazioni e continue sterzate, sfruttare l’inerzia del veicolo.
- Inserire il prima possibile le marce più alte, per ridurre i giri del motore e il consumo di carburante.
- Tenere chiusi i finestrini ed utilizzare gli accessori elettrici (ad esempio l’aria condizionata) solo quando necessario.
- Utilizzare il navigatore GPS per ottimizzare gli spostamenti.
- Rimuovere ogni peso non necessario.
- Controllare almeno ogni 2 mesi e mantenere la corretta pressione degli pneumatici, permette un adeguato comportamento stradale della vettura ed evita consumi anomali dei battistrada e danni agli pneumatici.
- Cercare di anticipare il flusso del traffico.
- Ricorrere al car pooling, ogni volta che è possibile.
- Ricorrere alle videoconferenze, evitando così gli spostamenti.
- Prediligere veicoli che limitino i consumi e le emissioni (ad esempio elettrici / ibridi).

Toyota Material Handling Europe, per ridurre l’utilizzo di combustibili fossili, sta trasformando la flotta di auto aziendali in elettriche / ibride e la flotta di furgoni di service, acquistandone di più piccoli (riduzione di peso del 20%) e installando il sistema GPS. Dal 2012, la quota di diesel nel mix di carburanti per auto aziendali e furgoni di servizio è stata ridotta da 90 al 70%.

Toyota Material Handling Italia, oltre ad aver implementato tutto quanto richiesto dalla capogruppo europea, sta implementando il sistema di gestione energia, secondo lo standard ISO 50000, che permetterà, con il supporto e la collaborazione di tutti i dipendenti, di apportare ulteriori azioni di miglioramento volte alla diminuzione dell’impatto ambientale.